La scienza nei musei - divulgazione scientifica per le scuole - link al contenuto della pagina | link al menu generale | link al menu di primo livello | link alla ricerca sul sito |

La scienza nei musei

menu generale: menu primo livello: contenuto della pagina:

Centri e Musei

Museo del Balì

tipologia:
science centre
servizi offerti:
biblioteca, archivio, fototeca
laboratori didattici
ristorante
visite guidate
accesso ai disabili

Collocato all'interno della splendida villa settecentesca del Balì, cui si giunge da un bel viale alberato, a pochi chilometri da Urbino e Fano, si presenta come uno science centre dove vige il motto "vietato non toccare!", nella tradizione dei musei hands-on. Niente collezioni, dunque, ma 35 postazioni interattive che vogliono coinvolgere direttamente il pubblico nella sperimentazione dei fenomeni naturali. Il museo ha una sezione dedicata alla percezione e ai vari temi della fisica dalle onde, ai colori, alla caduta dei gravi.
Così è possibile analizzare il proprio occhio ingrandito di quindici volte, oppure camminare in una camera distorta, o comunicare bisbigliando tra parabole giganti, sempre seguiti dalla presenza di animatori. Per l'astronomia c'è invece un planetario da cinquanta posti e un osservatorio astronomico. Una sala convegni e uno spazio per le mostre temporanee completano l'offerta del museo. Il planetario del centro è intitolato a Giuseppe Occhialini, originario della vicina Fossombrone e uno dei padri dell'astronomia delle alte energie. La villa stessa ha una lunga tradizione scientifica, infatti qui, cinque secoli fa, la nobile famiglia Negusanti osservava il cielo attraverso quattro torri di osservazione. Il nome curioso del luogo deriva dal titolo "Balì" assegnato al conte che occupò la villa nel Seicento, appartenente a un ordine cavalleresco.
Sotto il prato antistante il museo vi è una cripta, che ha ispirato anche testi letterari, composta da 4 croci di Lorena, disposte a formare 4 angoli retti. Nella volta a botte che costituisce il soffitto è dipinta una enorme croce bianca e rossa. I mattoni del pavimento sono disposti anch'essi a formare una croce, al centro della quale si trova un pozzo cieco. Tutta la struttura veniva usata per riti d'iniziazione degli ordini cavallereschi. L'ordine cavalleresco presente nell'allora villa del Balì era quello di santo Stefano papa e martire.